Qualita’ Architettonica

Gli attraversamenti fluviali

Dal punto di vista progettuale e realizzativo uno dei punti più critici ha riguardato l’attraversamento dei 3 principali fiumi che Brebemi ha trovato lungo il suo percorso: l’Oglio, il Serio e l’Adda.

Lo studio della soluzione tecnica per il loro attraversamento è stato complesso ed ha richiesto molteplici affinamenti progettuali nati come conseguenza dei numerosi confronti con gli enti competenti; in particolar modo per la progettazione e la realizzazione di questi attraversamenti si sono dovute rispettare le seguenti condizioni:

Ottenere una “linea il più snella possibile, per minimizzare l’impatto sull’ambiente circostante.

Superare gli alvei incisi dei fiumi Oglio e Adda con campata unica speciale da 90 m, senza posizionare pile in alveo.

Utilizzare una distanza tra le pile di appoggio diradata e modulare rispetto a quella utilizzata per i viadotti ferroviari previsti sulla Linea AV/AC della tratta Treviglio-Brescia che corre in stretto affiancamento al nuovo raccordo autostradale.

Adottare una tecnologia costruttiva e di varo indipendente dalle condizioni presenti (es. indisponibilità guadi e/o piste di cantiere e fenomeni di piena dei viadotti interessati)

Al fine di rispettare le condizioni richieste, e nel contempo cercare di minimizzare sia i costi che l’impatto sull’ambiente circostante, si è prevista la realizzazione di ponti a travata continua a conci prefabbricati, assemblati mediante la solidarizzazione di singole stampelle realizzate con conci prefabbricati in cemento armato e avanzamento simmetrico a sbalzo rispetto al testa pila.

La particolare modalità di varo dall’alto dei conci e la quasi totale assenza di getti in opera, consente di procedere con i lavori senza subire rallentamenti dovuti alle condizioni meteorologiche o ad eventi di piena dell’alveo sottostante, mentre la precompressione applicata al calcestruzzo ne garantisce la resistenza e durabilità nel tempo evitando la formazione di fessure che costituirebbero la via principale di avanzamento del degrado della struttura.

Per minimizzare l’impatto sul territorio e contenere i costi, ottimizzando il sistema di cantierizzazione, sono stati installati due cantieri di prefabbricazione dei conci in prossimità dei due viadotti più estesi ed in corrispondenza di due dei cantieri base, uno a Fara Olivana, per la fabbricazione dei conci dei viadotti Oglio e Serio e l’altro a Cassano d’Adda per la fabbricazione dei conci del viadotto Adda.

Barriere e caselli

Sulla scorta di questa sollecitazione, giunta anche dagli enti locali, il tema è stato sviluppato nel progetto definitivo per quanto riguarda le barriere ed i caselli di esazione, per i quali è stata definita e condivisa con il Territorio una soluzione architettonica che alla necessaria funzionalità assomma caratteristiche formali che valorizzano l’opera e che allo stesso tempo, attraverso il corredo vegetazionale, si armonizzano con l’ambiente circostante. In particolare, la barriera di Castrezzato, che con i suoi piazzali comporta l’occupazione di un’area di dimensioni ragguardevoli, è collocata completamente in trincea e quindi non visibile dal territorio limitrofo.

Le barriere e i caselli, che costituiscono le porte all’autostrada Brebemi, sono state progettate individuando un disegno che potesse essere declinato su tutti e che è stato proposto con il fine di renderle riconoscibili come tali.

Per ottenere questo risultato si è lavorato sul concetto di spazio generato da una porta, uno spazio compresso dall’architrave che suscita una sensazione di delimitazione delle dimensioni entro i limiti della porta. Due sono i segni dominanti e per alcuni versi antitetici che compongono il progetto che si caratterizza per essenzialità e linearità: la coppia di nastri della copertura che, assieme ai box sottostanti costituisce una vera e propria porta all’autostrada e il volume rigoroso che racchiude i vari servizi di appoggio. L’andamento variegato e diversificato dei due nastri di copertura, ottenuto da un rigoroso studio delle altezze minime in ingresso e in uscita rispetto alla presenza o meno della segnaletica appesa, dà vita a un gioco di intersezioni mutevoli che contrasta con il disegno più ordinato che si sviluppa a quota zero, dove inevitabilmente le necessità funzionali del casello, piste in ingresso e uscita, elementi tecnici e tecnologici, dominano il progetto.

Opere d’arte

Per quanto riguarda le opere d’arte che più si ripetono lungo l’autostrada, ossia i cavalcavia di attraversamento dell’autostrada e della linea ferroviaria AV/AC, situati nella quasi totalità sul territorio bergamasco, il progetto definitivo, coerentemente con i vincoli derivanti dalle prescrizioni sul coordinamento, ha tenuto conto della linea ferroviaria AV/AC. Tuttavia, alla luce delle osservazioni emerse nel corso della Conferenza di servizi relativa all’infrastruttura ferroviaria, sono state studiate nuove soluzioni per rendere la struttura più snella e trasparente per l’utente dell’autostrada e per chi vive l’opera dal territorio, partendo dall’idea di un arco con le estremità “appoggiate” a terra e sorretto da pile intermedie composte da “lame” in calcestruzzo strette e lunghe con le estremità arrotondate.

Tutte le strutture degli impalcati saranno colorate di verde. La scelta del colore non è casuale ma è legata all’osservazione del contesto per lo più agricolo che ospita l’infrastruttura, al rapporto con gli altri materiali utilizzati per la costruzione e alla volontà di non aumentarne la percezione quanto piuttosto di abbassare la soglia di attenzione provocata dalla loro presenza, attraverso un colore tranquillizzante.